Motivazioni della scelta e risultati raggiunti

Sino al 1997 la manutenzione ordinaria degli immobili di proprietà e/o in conduzione è stata svolta sia in amministrazione diretta, utilizzando il personale interno, sia in affidamento a terzi mediante separati appalti (n. 10 secondo le diverse tipologie di lavori) e lavori in economia per cottimi, nei casi di particolare urgenza e necessità.

A seguito dell’entrata in vigore della L. 23/1996 che ha affidato alle Province tutte le competenze relative gestione e alla manutenzione degli edifici scolastici, la Provincia di Genova si è trovata ad affrontare la problematica di come gestire un consistente aumento del proprio patrimonio immobiliare sia dal punto di vista volumetrico (aumento quantificabile in circa 518.000 metri cubi rispetto alla volumetria esistente pari a circa 1.222.000 metri cubi) sia in termini di numero di immobili (aumento di 51 immobili rispetto ai 93 gestiti sino a quel momento). Contestualmente in quegli stessi anni si è verificato un numero consistente di pensionamenti che ha ridotto ulteriormente il personale dell’area tecnica.

Partendo dalle criticità più evidenti (rilevanteaumento volumetrico e numerico del patrimonio immobiliare da gestire, struttura tecnica sottodimensionata, per numero di addetti, rispetto alle nuove esigenze, pluralità eccessiva di contratti manutentivi, stato manutentivo inadeguato, mancanza di un sistema informativo) che rendevano di fatto impossibile una benchè minima strategia manutentiva, la Provincia di Genova ha adottato la scelta, tra le prime in Italia, di affrontare il problema della gestione e della manutenzione degli immobili attraverso l’adozione congiunta di un appalto di Global Service, fondato sull’esternalizzazione dei servizi di facility management, e di un piano mirato di riorganizzazione della propria struttura tecnica interna.

Le motivazioni alla base di tale scelta ed i risultati raggiunti possono essere così sintetizzati:

A tali elementi andava aggiunto il fatto che la gestione in global service non comportava incrementi di spesa, anzi avrebbe prodotto inevitabili economie di struttura e di processo per le ragioni sopraindicate.